Ruggiero Giuseppe Boscovich

Edizione Nazionale delle Opere e della Corrispondenza

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Presentazione

In vista della celebrazione del tricentenario della nascita di Ruggiero Giuseppe Boscovich, il più rappresentativo fra gli scienziati cosmopoliti del settecento in Italia e fra i maggiori in Europa, l’Osservatorio Astronomico di Brera in Milano, alla cui fondazione contribuì nel 1764, l’Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL, della quale fu uno dei soci fondatori, e la Pontificia Università  Gregoriana, erede del celebre Collegio Romano nel quale egli insegnò per circa venti anni, hanno promosso il Progetto per una Edizione Nazionale delle Opere a stampa, inedite e della Corrispondenza del grande scienziato.

R.G. Boscovich nacque nel 1711 a Ragusa in Dalmazia, città allora centro dell'omonima Repubblica marinara, oggi Dubrovnik (Croazia), da padre croato e da madre italiana. Fu inviato quattordicenne a proseguire gli studi a Roma presso il Collegio Romano della Compagnia di Gesù, dove, a meno di trent’anni, divenne uno dei più illustri insegnanti sulla cattedra di matematica e geometria, comprendente allora anche astronomia e parte della fisica. Tra il 1740 ed il 1762 si occupò dei più diversi problemi di matematica, fisica, geodesia ed idraulica, ai quali si interessavano anche i più importanti geometri e fisici europei. Per la sua produzione scientifica, Boscovich si può a ragione ritenere come il maggiore rappresentante dell’enciclopedismo italiano, e tra i principali di quello europeo, assieme per esempio a Clairaut, Eulero, d’Alembert. Inoltre, assunse importanti incarichi diplomatici che lo introdussero e resero noto in molti ambienti culturali e diplomatici europei. Morì nel 1787 a Milano.

Le sue originali ricerche matematico-geometriche (per primo dettò le formule di trigonometria differenziale), e meccanico-astronomiche, prima e dopo la scoperta di Urano, ebbero all’epoca notevole risonanza, ma non furono in seguito giustamente valorizzate, come pure le sue ricerche nel campo della filosofia naturale, con la geniale sintesi del pensiero newtoniano e leibniziano, ed il tentativo di unificazione di tutte le forze fisiche allora note, comprese quelle nuove relative ai fenomeni elettrici e magnetici. Boscovich è il fondatore della moderna rifrattometria e della sferometria ottica, ma le sue ricerche di ottica solo di recente hanno trovato una giusta e parziale valorizzazione. Tra i motivi, e forse il maggiore, che impedirono di vedere apprezzate le sue intuizioni e i suoi studi fu il suo dover far fronte alle numerose difficoltà derivanti, essendo egli gesuita, dalla mancanza di una difesa istituzionale e culturale, di cui godettero invece molti scienziati in Francia ed in Gran Bretagna.

Dal lavoro in corso di svolgimento da parte della Commissione Scientifica dell’Edizione Nazionale diventa sempre più evidente come Boscovich sia stato uno scienziato tra i primi in Europa, fondatore di nuove scienze e tecniche che altri hanno poi seguito e sviluppato, pensatore che ha influenzato in modo sostanziale il successivo dibattito scientifico-filosofico europeo, cosa forse un po’ più nota all’estero che in Italia. Come scrive J. Barrow, “egli fu il primo a concepire, a ricercare e a proporre una teoria matematica unitaria di tutte le forze di natura: la sua legge continua della forza fu la prima teoria del tutto avente carattere scientifico. Forse, nel diciottesimo secolo, soltanto un uomo versatile come Boscovich, capace di unire con successo attività intellettuali e amministrative in ogni area del pensiero e della vita pratica, poteva concepire l’idea che la natura stessa fosse altrettanto multiculturale” (J.D. Barrow, Teorie del tutto, Adelphi 1991).

Nella biografia di Boscovich, scritta nel 1961 in occasione del 250o anniversario della nascita, Elizabeth Hill così concludeva:

"The list of Boscovich’s writings reveals how fertile was his mind and how varied his interests, while the number of pages speak for his industry and the facility of his pen. It is to be hoped that his unpublished manuscripts and large number of letters known to be still in private hands will soon belong to some public institution. It may well be that with collective efforts more of his memoranda and writings will be found. Since there is no library where all Boscovich’s works are collected and a reprint of his works would be too costly, would it not be desirable in the interests of the history of science that a photostat set of all his works be deposited in the British Museum, the Bibliothèque Nationale, the Vatican Library, the Lenin Library, the Library of Congress and in the three Academies of Sciences in Jugoslavia in Belgrade, Zagreb and Ljubljana?
Before a definitive biography can be written his letters should become available. His voluminous correspondence has not yet been collected, though a number of letters have been published in scattered
publications, often difficult to find or to consult. Not even a card-index exists of the known letters, nor has a systematic search for further letters been undertaken. The letters of this exceptional eighteenth-century scholar with so wide a circle of correspondents among great figures that are part of the history of Europe should be published. If that is not possible, it would be desirable for a photostat copy of the located, newly collected, and previously published letters to be deposited as material for further research
in the main State libraries. That would be a service to scholarship and a worthy international monument to Roger Boscovich."

È quindi doveroso mettere a disposizione dei numerosi cultori e studiosi del Boscovich, in Italia ed all’estero, il materiale indispensabile per una rilettura dell’attività del grande scienziato e di gran parte dell’ambiente scientifico e culturale che nel corso del Settecento con lui ebbe relazione, riparando ad un altro dei motivi che contribuirono ad eclissarne la figura, e cioè la sempre maggiore difficoltà ad accedere alle fonti primarie indispensabili per una seria ricerca, in particolare alla corrispondenza ed alla possibilità di rilettura delle Opere edite, e soprattutto di quelle ancora inedite e sconosciute agli studiosi.


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